Centro competenze Project Management - Rapporto annuale
- Formazione continua
- Centro competenze Project Management
SUPSI Image Focus
Il Centro competenze Project Management è un luogo in cui la Formazione continua si interseca con la trasformazione delle organizzazioni, e in cui la teoria si confronta ogni giorno con la pratica, con i contesti, con i vincoli e le possibilità del lavoro reale.
Nel 1990, l’80% delle risorse di un’azienda era concentrato sulle attività operative. Oggi quella proporzione si è ribaltata: siamo entrati nella project economy, un'economia dove la capacità di guidare progetti non è più una specializzazione, ma una condizione per restare competitivi. Entro il 2027, oltre 130 milioni di persone nel mondo saranno direttamente coinvolte nella gestione di progetti. Eppure, secondo il Project Management Institute, solo il 35% dei progetti raggiunge davvero gli obiettivi prefissati. La spiegazione? Spesso manca una cultura del project management strutturata, condivisa e aggiornata.
È da questa constatazione che nasce il Centro competenze Project Management (CCPM). Un luogo in cui la formazione continua si interseca con la trasformazione delle organizzazioni, e in cui la teoria si confronta ogni giorno con la pratica, con i contesti, con i vincoli e le possibilità del lavoro reale. Un’infrastruttura formativa, certo, ma anche un motore di connessione tra mondo accademico e mondo produttivo, tra ricerca e fabbisogni territoriali, tra strategia e azione.
ll CCPM nasce con un mandato preciso: rafforzare, aggiornare e diffondere le competenze progettuali a tutti i livelli. Lo fa attraverso un’offerta formativa articolata, che combina percorsi a catalogo e soluzioni su misura, capaci di adattarsi a metodologie in continua evoluzione e alle esigenze di professionisti e imprese.
Nel 2024, il Centro ha erogato oltre 400 ore di formazione su misura, collaborando con realtà come Lombardi Engineering, AIL, EOC e Zambon. I percorsi, pensati per contesti complessi e ad alta specializzazione, hanno incluso attività in ambiti quali project management, business agility e sviluppo delle competenze trasversali. In parallelo, è proseguita l’offerta a catalogo, che include CAS, percorsi federali e moduli dedicati alla trasformazione digitale e all’intelligenza artificiale applicata ai processi decisionali.
Il CCPM vuole anche essere luogo di ricerca applicata. La prima tesi di dottorato partirà proprio in autunno 2025. Gli ambiti di indagine comprendono la definizione di modelli di maturità multidimensionali a supporto, in primis, del territorio ticinese e delle start-up in fase di sviluppo progettuale.
Il Centro, fortemente voluto da Antonio Bassi, allora responsabile della Formazione continua del Dipartimento tecnologie innovative (DTI), è coordinato da Silvia Mari, attuale responsabile della Formazione continua per il medesimo dipartimento*.
Al suo fianco c'è un team interdisciplinare di docenti, ricercatori e professionisti della formazione. L’attività del Centro è supervisionata da un Consiglio scientifico che riunisce esponenti del mondo accademico, del settore pubblico e di grandi realtà industriali: un ecosistema di competenze che garantisce solidità, visione e connessione costante con il territorio.
Il CCPM nasce in un momento in cui SUPSI consolida il proprio ruolo di punto di riferimento per la Formazione continua, e in cui il tessuto economico regionale evolve rapidamente: cresce l’ecosistema dell’innovazione, si intensificano le collaborazioni pubblico-private, aumenta la richiesta di percorsi formativi capaci di generare valore misurabile. Nei prossimi anni si lavorerà sempre più sull’applicazione dell’intelligenza artificiale alla gestione progettuale, sull’analisi dei dati nei processi decisionali e sull’integrazione di strumenti digitali nei contesti più diversi, dal BIM all’agilità organizzativa.
La Project economy richiede lucidità, rapidità e responsabilità. La complessità è diventata la norma, e servono strumenti solidi per orientarsi. Il CCPM è uno di questi strumenti: un luogo dove imparare a costruire soluzioni, progetto dopo progetto.
ll CCPM nasce con un mandato preciso: rafforzare, aggiornare e diffondere le competenze progettuali a tutti i livelli. Lo fa attraverso un’offerta formativa articolata, che combina percorsi a catalogo e soluzioni su misura, capaci di adattarsi a metodologie in continua evoluzione e alle esigenze di professionisti e imprese.
Nel 2024, il Centro ha erogato oltre 400 ore di formazione su misura, collaborando con realtà come Lombardi Engineering, AIL, EOC e Zambon. I percorsi, pensati per contesti complessi e ad alta specializzazione, hanno incluso attività in ambiti quali project management, business agility e sviluppo delle competenze trasversali. In parallelo, è proseguita l’offerta a catalogo, che include CAS, percorsi federali e moduli dedicati alla trasformazione digitale e all’intelligenza artificiale applicata ai processi decisionali.
Il CCPM vuole anche essere luogo di ricerca applicata. La prima tesi di dottorato partirà proprio in autunno 2025. Gli ambiti di indagine comprendono la definizione di modelli di maturità multidimensionali a supporto, in primis, del territorio ticinese e delle start-up in fase di sviluppo progettuale.
Il Centro, fortemente voluto da Antonio Bassi, allora responsabile della Formazione continua del Dipartimento tecnologie innovative (DTI), è coordinato da Silvia Mari, attuale responsabile della Formazione continua per il medesimo dipartimento*.
Al suo fianco c'è un team interdisciplinare di docenti, ricercatori e professionisti della formazione. L’attività del Centro è supervisionata da un Consiglio scientifico che riunisce esponenti del mondo accademico, del settore pubblico e di grandi realtà industriali: un ecosistema di competenze che garantisce solidità, visione e connessione costante con il territorio.
Il CCPM nasce in un momento in cui SUPSI consolida il proprio ruolo di punto di riferimento per la Formazione continua, e in cui il tessuto economico regionale evolve rapidamente: cresce l’ecosistema dell’innovazione, si intensificano le collaborazioni pubblico-private, aumenta la richiesta di percorsi formativi capaci di generare valore misurabile. Nei prossimi anni si lavorerà sempre più sull’applicazione dell’intelligenza artificiale alla gestione progettuale, sull’analisi dei dati nei processi decisionali e sull’integrazione di strumenti digitali nei contesti più diversi, dal BIM all’agilità organizzativa.
La Project economy richiede lucidità, rapidità e responsabilità. La complessità è diventata la norma, e servono strumenti solidi per orientarsi. Il CCPM è uno di questi strumenti: un luogo dove imparare a costruire soluzioni, progetto dopo progetto.
* La Dr. Silvia Mari è Responsabile della Formazione continua del Dipartimento tecnologie innovative da agosto 2025. Da aprile 2025 ha affiancato l'Ing. Antonio Bassi, precedentemente responsabile dal 2021