L’IA entra in classe. Approcci e regole per il suo utilizzo nella didattica. - Rapporto annuale
- Formazione di base
- L’IA entra in classe. Approcci e regole per il suo utilizzo nella didattica.
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L'intelligenza artificiale generativa è oggi parte integrante della vita universitaria. Il binomio "sfide e opportunità", spesso evocato per descrivere l’impatto di questa tecnologia su molteplici ambiti della vita umana, si manifesta con forza nel contesto dell'insegnamento e dell'apprendimento. Alla base di un impiego etico ed efficace dell’IA generativa nella didattica è centrale una comunicazione costruttiva tra docenti e studenti; un dialogo che permette di tracciare confini chiari e sfruttare le potenzialità offerte dalla tecnologia.
Con l’inizio dell’anno accademico 2024/2025 il Servizio didattica e formazione docenti (SEDIFO) ha pubblicato un documento rivolto al personale docente con l’obiettivo di stabilire indicazioni chiare sulle possibilità di integrazione dell’IA generativa nella didattica. Sono stati delineati quattro approcci, dal più permissivo al più restrittivo:
- l’utilizzo per qualsiasi attività del corso, purché dichiarato;
- l’utilizzo nelle fasi preliminari del modulo/corso, ma non per gli elaborati finali;
- l’utilizzo solo per attività specifiche, indicate dal docente;
- il divieto per tutte le attività del corso. A questi si aggiunge un quinto approccio, che apre all’uso dell’IA generativa per lo studio autonomo e l’autovalutazione.
Gli approcci sono adattabili alle diverse esigenze didattiche e rappresentano una bussola per orientare i e le docenti nell'integrazione dell'IA generativa nelle proprie attività formative. La scelta più idonea spetta a loro, in funzione delle necessità degli studenti e con l'obiettivo di valorizzare la loro intelligenza critica e la partecipazione attiva. La definizione di queste linee guida parte da una riflessione avviata nel 2023 da un gruppo di lavoro interdisciplinare afferente alla Direzione, che ha permesso di integrare competenze in IA, etica e didattica.
In accordo con questo gruppo di lavoro, nel corso del 2024 il SEDIFO ha promosso un articolato programma di sensibilizzazione e formazione in tutte le sedi dipartimentali. Due cicli di seminari, organizzati in primavera e in autunno in collaborazione con l’Università della Svizzera italiana, hanno ampliato lo sguardo sulle pratiche adottate nei due atenei e in ambito nazionale e internazionale. Inoltre, il SEDIFO ha offerto un ciclo di formazioni e incontri con l’obiettivo di fornire strumenti pratici e spazi di riflessione al corpo docente e al personale amministrativo. In particolare, le formazioni tenute da esperti interni ed esterni all’Istituzione erano rivolte a chi si avvicinava per la prima volta ai chatbot di IA generativa o agli strumenti per la creazione di immagini o a chi desiderava approfondire temi relativi all’uso di questi strumenti per l’insegnamento e l’apprendimento. Queste iniziative non hanno solo offerto strumenti operativi, ma hanno anche permesso di riflettere sulle scelte didattiche da compiere.
Tornando alla formulazione dei quattro possibili approcci per l’integrazione dell’IA nella didattica, per i docenti resta centrale l’importanza di comunicare in modo chiaro le ragioni delle scelte prese. Se, ad esempio, si intende permettere l’uso dell’IA per una fase di brainstorming, utile a raccogliere le idee, ma non per la redazione del testo, è fondamentale spiegare agli studenti che la fase di scrittura è cruciale per l’apprendimento dei contenuti. Allo stesso modo, anche gli studenti hanno un ruolo di responsabilità in questo processo: una volta stabilite le regole di utilizzo, è importante rispettarle e assumersi la responsabilità nell’adozione di una tecnologia che deve supportare, non sostituire, l’acquisizione di conoscenze e lo sviluppo di competenze.
Guardando al futuro, l'obiettivo è continuare a integrare in modo responsabile l'IA generativa nella formazione, mantenendo lo studente al centro del processo formativo.
In quest’ottica, è importante che l’adozione dell’IA venga declinata anche in relazione ai contesti professionali per cui si preparano i futuri diplomati: dall’ingegneria alla sanità, dall’architettura al sociale e ai settori artistici. Ogni ambito richiede una riflessione specifica sull’uso di queste tecnologie. In un momento storico segnato da rapide trasformazioni e da una certa discontinuità nei modelli di riferimento, fornire agli studenti chiavi di lettura critiche è un compito formativo imprescindibile.
In quest’ottica, è importante che l’adozione dell’IA venga declinata anche in relazione ai contesti professionali per cui si preparano i futuri diplomati: dall’ingegneria alla sanità, dall’architettura al sociale e ai settori artistici. Ogni ambito richiede una riflessione specifica sull’uso di queste tecnologie. In un momento storico segnato da rapide trasformazioni e da una certa discontinuità nei modelli di riferimento, fornire agli studenti chiavi di lettura critiche è un compito formativo imprescindibile.