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Il processo scientifico si fonda su una sequenza consolidata di passi: osservare, ipotizzare, sperimentare, verificare. Un ciclo che può ripetersi fino ad accettare o confutare le ipotesi in modo rigoroso e trasparente. Con l’Open Science ogni singolo passaggio di questo processo si apre alla condivisione con altri ricercatori e portatori di interesse. Con vantaggi evidenti per la società nel suo insieme.
L’Open Science si sta affermando come un’evoluzione culturale che promuove l’accesso aperto a ogni fase della ricerca: dati, risultati, pratiche, strumenti. Quasi una rottura con il passato, con l’obiettivo di rendere la scienza più trasparente, collaborativa e connessa con la società. Sotto questo concetto-ombrello rientrano l’utilizzo condiviso dei dati di ricerca (Open Data), il libero accesso alle pubblicazioni scientifiche (Open Access), l’Open Innovation, la Citizen Science e l’Open Education.
La SUPSI si muove nel solco delle indicazioni fornite dal FNS e da swissuniversities, che nella strategia nazionale sull’Open Access aggiornata nel 2024 fissa un obiettivo ambizioso: garantire l’accesso aperto alle pubblicazioni scientifiche finanziati con fondi pubblici entro il 2032. Favorire lo sviluppo dell’Open Science e dell’Open Education è inoltre un punto strategico della ricerca SUPSI, consapevole che i loro principi coinvolgono trasversalmente tutti i mandati dell’Istituzione.
L’apertura dei dati, dei risultati e delle risorse educative rende più facile la collaborazione tra ricercatori e più accessibile il sapere per chi studia, lavora o semplicemente cerca strumenti e fonti affidabili per comprendere la realtà.
La SUPSI si muove nel solco delle indicazioni fornite dal FNS e da swissuniversities, che nella strategia nazionale sull’Open Access aggiornata nel 2024 fissa un obiettivo ambizioso: garantire l’accesso aperto alle pubblicazioni scientifiche finanziati con fondi pubblici entro il 2032. Favorire lo sviluppo dell’Open Science e dell’Open Education è inoltre un punto strategico della ricerca SUPSI, consapevole che i loro principi coinvolgono trasversalmente tutti i mandati dell’Istituzione.
L’apertura dei dati, dei risultati e delle risorse educative rende più facile la collaborazione tra ricercatori e più accessibile il sapere per chi studia, lavora o semplicemente cerca strumenti e fonti affidabili per comprendere la realtà.
In tale direzione, nel 2024 la SUPSI ha avviato un centro di competenza dedicato per favorire e coordinare lo sviluppo di competenze interdipartimentali e trasversali ai mandati. Questo centro nasce con l’obiettivo di sostenere i collaboratori e le collaboratrici i partner territoriali negli sviluppi in questo ambito, promuovendo attività di formazione, ricerca e trasferimento della conoscenza.
Massimiliano Cannata, professore in Geomatica e responsabile del Centro, sottolinea come “le sfide globali richiedano risposte collettive basate sulla condivisione delle conoscenze. Per questo motivo l’Open Science non è solo una questione tecnica o metodologica, ma un cambiamento di prospettiva che mira a rendere il processo scientifico più trasparente, ripetibile e accessibile, rafforzando la credibilità della ricerca e il suo impatto sulla società”.
Il Centro si propone di seguire da vicino l’evoluzione delle tecnologie e delle metodologie legate alla scienza aperta, con un’attività che combina ricerca, formazione e servizi di accompagnamento a supporto dell’Istituzione e del territorio. Le priorità includono l’Open Access, l’uso e la gestione degli Open Data, lo sviluppo di progetti di Citizen Science e Open Innovation, oltre all’apertura dei contenuti e delle pratiche didattiche nell’ambito dell’Open Education.
Per Massimiliano Cannata accogliere questo approccio significa “ripensare le modalità con cui si fa ricerca: implica nuove infrastrutture, una diversa cultura scientifica e un diverso ruolo per il ricercatore, sempre più chiamato a condividere i risultati con una comunità allargata e a contribuire, attraverso il proprio lavoro, alla costruzione di un sapere utile, accessibile e condiviso”.
Massimiliano Cannata, professore in Geomatica e responsabile del Centro, sottolinea come “le sfide globali richiedano risposte collettive basate sulla condivisione delle conoscenze. Per questo motivo l’Open Science non è solo una questione tecnica o metodologica, ma un cambiamento di prospettiva che mira a rendere il processo scientifico più trasparente, ripetibile e accessibile, rafforzando la credibilità della ricerca e il suo impatto sulla società”.
Il Centro si propone di seguire da vicino l’evoluzione delle tecnologie e delle metodologie legate alla scienza aperta, con un’attività che combina ricerca, formazione e servizi di accompagnamento a supporto dell’Istituzione e del territorio. Le priorità includono l’Open Access, l’uso e la gestione degli Open Data, lo sviluppo di progetti di Citizen Science e Open Innovation, oltre all’apertura dei contenuti e delle pratiche didattiche nell’ambito dell’Open Education.
Per Massimiliano Cannata accogliere questo approccio significa “ripensare le modalità con cui si fa ricerca: implica nuove infrastrutture, una diversa cultura scientifica e un diverso ruolo per il ricercatore, sempre più chiamato a condividere i risultati con una comunità allargata e a contribuire, attraverso il proprio lavoro, alla costruzione di un sapere utile, accessibile e condiviso”.
Tra le prime azioni promosse dal centro di competenza figura SUPSI Towards Open Science, un programma strutturato di iniziative rivolte alla promozione della cultura della scienza aperta dentro e fuori l’istituzione. Il programma ha previsto attività nei diversi Dipartimenti, tra cui seminari sui principi e sulle pratiche dell’Open Science, un servizio di stewardship per la gestione responsabile dei dati di ricerca, e percorsi formativi certificati per acquisire competenze specifiche in questo ambito. Sono stati inoltre offerti servizi di accompagnamento per l’adozione di infrastrutture digitali e strumenti dedicati alla gestione e alla condivisione aperta dei dati. L’iniziativa si concretizza anche in una piattaforma online, pensata per raccogliere risorse, buone pratiche e strumenti di supporto a disposizione di tutta la comunità accademica.
In un’ottica di accessibilità, la SUPSI sta inoltre potenziando la propria infrastruttura digitale, per rispondere in modo efficace alle esigenze dell’Open Science e per rendere disponibili strumenti e processi adatti a sostenere tutte le sue dimensioni. Da poco è infatti accessibile al pubblico ARIS, il portale che indicizza l’archivio istituzionale ad accesso aperto e raccoglie tutte le informazioni e i risultati scientifici della ricerca.