Verso un ambiente costruito naturale più resiliente - Rapporto annuale
- Formazione continua
- Verso un ambiente costruito naturale più resiliente
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Nel 2024, la trasformazione dei territori urbani, periurbani, naturali; si è confermata come una delle sfide più complesse per chi progetta, costruisce e gestisce lo spazio in cui viviamo. In un anno segnato da eventi climatici estremi, cambiamenti normativi e accelerazione dei modelli insediativi, la Formazione continua del Dipartimento ambiente costruzioni e design (DACD) della SUPSI ha continuato a lavorare su un punto fermo: la formazione continua come strumento per agire nella complessità delle competenze.
La progettazione sostenibile non è più un’aspirazione, ma un campo strategico-operativo. I corsi attivati nel 2024 hanno messo a disposizione strumenti concreti per affrontare le sfide tra spazio costruito e spazio naturale, tra esigenze abitative e vincoli ambientali, tra innovazione tecnologica e responsabilità sociale. La co-progettazione con enti locali si è confermata fondamentale per tradurre le competenze acquisite in soluzioni applicabili e rispondenti alle specificità del territorio.
Su queste basi, nel 2024 hanno preso forma diversi percorsi formativi, ciascuno orientato a esplorare , da prospettive specifiche, le connessioni tra spazio costruito, ambiente e innovazione responsabile.
Il SAS Città verde e blu, ad esempio, ha accompagnato i e le partecipanti nell’analisi delle interazioni tra infrastrutture e paesaggio, promuovendo un approccio progettuale capace di integrare natura e città. Non come opposti, ma come componenti di un unico sistema. Nel 2024 è anche stato progettato il SAS Sostenibilità integrata degli edifici, con un focus su come progettare e riqualificare l’esistente tenendo conto non solo dei consumi energetici, ma anche dell’impatto ambientale e del dialogo con il contesto urbano. Nel CAS Smart City, l’attenzione si è spostata sull’uso intelligente delle tecnologie per ottimizzare i servizi urbani, migliorare la qualità della vita e ridurre l’impronta ecologica. Una città è davvero “smart” quando sa essere anche sostenibile.
Il SAS Città verde e blu, ad esempio, ha accompagnato i e le partecipanti nell’analisi delle interazioni tra infrastrutture e paesaggio, promuovendo un approccio progettuale capace di integrare natura e città. Non come opposti, ma come componenti di un unico sistema. Nel 2024 è anche stato progettato il SAS Sostenibilità integrata degli edifici, con un focus su come progettare e riqualificare l’esistente tenendo conto non solo dei consumi energetici, ma anche dell’impatto ambientale e del dialogo con il contesto urbano. Nel CAS Smart City, l’attenzione si è spostata sull’uso intelligente delle tecnologie per ottimizzare i servizi urbani, migliorare la qualità della vita e ridurre l’impronta ecologica. Una città è davvero “smart” quando sa essere anche sostenibile.
I CAS Real estate valuation e CAS Risanamento, investimento e sviluppo immobiliare hanno invece affrontato il nodo, sempre più centrale, della valorizzazione del patrimonio costruito. Rigenerare senza consumare nuovo suolo, investire senza aggravare l’impatto ambientale: sono le sfide che questi percorsi hanno raccolto. Il 2024 è stato anche un anno di progettazione futura. Sono stati avviati lavori per l’introduzione di nuovi percorsi formativi dedicati a tematiche urgenti: l’adattamento climatico nelle politiche territoriali, l’economia circolare nel settore delle costruzioni, la rigenerazione urbana, il potenziale dei digital twin per la simulazione e la pianificazione urbana.
Il filo conduttore di tutte le attività 2024 è stato uno: preparare professionisti e professioniste in grado di agire con competenza e responsabilità. Non si tratta solo di aggiornare il sapere tecnico, ma di coltivare un approccio progettuale capace di tenere insieme esigenze diverse, in contesti sempre più ibridi, contribuendo in moto attivo alla costruzione di un ambiente, naturale e costruito, più resiliente, equo e sostenibile.